Castelpetroso (IS) - Campobasso

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26 settembre 2008
Il viaggio a Castelpetroso e Campobasso ci ha riservato molte emozioni. Il Santuario è spettacolare, immerso nella pace assoluta. Il clima abbastanza rigido, totalmente diverso da quello che abbiamo lasciato a casa, è una sferzata di energia che ci accompagna per tre giorni. E ne abbiamo bisogno perchè non facciamo altro che cantare...
A Castelpetroso è festa, ricorre il 120° anniversario dell'apparizione dell'Addolorata, patrona di tutto il Molise. Al nostro arrivo l'area del Santuario è deserta, ma da domani si animerà di migliaia di pellegrini che giungono da ogni luogo.
Noi arriviamo nel mezzo della festa che coincide con il 60° compleanno di mons. Giancarlo Bregantini, che è stato il nostro Vescovo per oltre quattordici anni.

27 settembre
Sabato mattina, dopo la colazione, c'è tempo per una prova; impossibile non ricordare Francesco il nostro organista, che, mentre suona, trasporta il Va' pensiero dal "Nabucco" di Verdi A MEMORIA!!!
Nel pomeriggio cantiamo per la S. Messa della Vigilia a cui segue il concerto d'organo del M° Antonio Colasurdo.
Dopo cena ci trasferiamo ad Isernia per passeggiare nel centro storico animato dai festeggiamenti per i Santi medici, Cosimo e Damiano (come a Riace, dove ci siamo esibiti tre giorni fa).

28 settembre
E' ovvio che in questi casi si dorme poco. E' come se fossimo in gita scolastica, in fondo stiamo facendo quello che ci piace: cantiamo, stiamo tutti insieme e ci divertiamo.
La sveglia è alle cinque; la signora Elisabetta, che ci ha ben nutriti nel corso di questi tre giorni, ci fa trovare all'ingresso latte caldo e caffè, tè e cornetti. Accompagniamo alla stazione Costantino che parte per andare in provincia di Torino: ha avuto il suo primo incarico come insegnante e momentaneamente ci lascia. Lo rivedremo a Natale. Poi, zitti zitti, ci avviamo in pullman verso l'Episcopio. Il maestro, che ha organizzato ogni cosa con il personale della Curia, sistema l'attrezzatura (il pianoforte elettronico,
i leggii) alle sette siamo pronti e intoniamo l'Inno al Trentino per Mons. Bregantini che abbiamo voluto raggiungere nel giorno del suo compleanno. E poi cantiamo Calabrisella mia, Tanti auguri a te, Nessun dorma!, La danza di Rossini. E quell'attimo sospeso di silenzio assoluto, prima dell'esplosione del canto, è un'esperienza davvero unica, diversa da tutti i concerti, i concorsi, gli incontri, che ci lega tutti in un solo respiro, in un ricordo indelebile.
Nel pomeriggio ci esibiamo in concerto a Castelpetroso, e poi un'altra messa. Anche qui Francesco si fa onore suonando l'organo a canne del Santuario. In pochi minuti tutto torna deserto. Anche la festa è finita.
Termina sotto la pioggia la nostra avventura molisana. Siamo certi che torneremo a cercare le emozioni che abbiamo vissuto.

I nostri uomini si sono presi cura di noi: hanno servito a tavola ed hanno sparecchiato.
La mattina fa freddo...
...davanti al Santuario di Castelpetroso.
 
 
Qualche momento di relax.
 
 
Prove nell'auditorium
 
 
 
 
Martina
Una delle due SS. Messe che abbiamo animato nel Santuario
 
 
Il maestro Natale, il rettore don Rocco Di Filippo
e l'Arcivescovo Bregantini.
Foto ricordo con l'Arcivescovo
 
 
Giuseppe Gara festeggia con noi il suo compleanno.
 
 
Enrica e Maura
Sabato sera siamo ad Isernia: è festa anche qui.
 
 
L'Episcopio di Campobasso
 
 
Il matinée sotto le finestre dell'Episcopio per augurare buon compleanno a mons. Bregantini: Nessun dorma!!!
Immaginate 50 persone che si alzano alle 5 del mattino, arrivano in silenzio nel giardino e poi attaccano l'Inno al Trentino?
 
 
Cantare alle 7 del mattino è un'esperienza che ci mancava.
Colazione in Episcopio
 
 
Mons. Bregantini con i nostri orchestrali
Il Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso
così come appare di notte
 
 
Francesco Capogreco suona il maestoso organo
della Cattedrale di Campobasso.
Il M° Mons. Armando Di Fabio ha previsto per lui un promettente futuro come organista.
Bastano pochi minuti per trasformare un incontro casuale in un momento che non dimenticheremo. Mons. Armando Di Fabio ci ha illustrato l'organo e le opere più importanti della Cattedrale. In poche parole ci ha raccontato la sua vocazione, la sua famiglia, il suo amore per la musica che, come egli stesso scrive, è il massimo coefficiente di unione,
di elevazione, di serenità, di pace.
 
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