Dall'incontro con Mons. Giancarlo Bregantini del 23 novembre 2007

In vista della partenza di Mons. Bregantini, nominato recentemente Arcivescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano, il Coro Laetare ha chiesto un incontro per salutare il presule che è stato Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace per oltre tredici anni e per rinnovare il nostro grazie all'uomo che, con la sua fede e con le sue opere, ha lasciato un segno indelebile nella Locride e nei nostri cuori. Di seguito, alcuni brani tratti dalla lettera di saluto che gli abbiamo indirizzato:

"Padre Giancarlo,
ci perdoni la familiarità (nella nostra terra quasi nessuno si riferisce a lei come monsignore), ma vuole esprimere l'affetto verso una figura che più che vescovo consideriamo, appunto, un padre, e per noi lo è stato; ci sentiamo figli di questa diocesi, di questo vescovo, perché anche se il nostro coro è nato quattro anni prima che lei arrivasse, la stragrande maggioranza di noi coristi è nata e cresciuta con lei. Che dire, abbiamo voluto scrivere solo poche parole, affinché le portasse con sé come ricordo, e che esprimessero il nostro grazie non solo per l'opera che lei ha compiuto nella

nostra terra ridandole la coscienza di poter camminare a fronte alta ma soprattutto per la sua benevolenza verso tutti e ciascuno di noi. Nessuno, infatti, si è mai sentito messo in disparte dal nostro (sarà sempre il nostro) vescovo che ha saputo sempre ascoltare tutti... E allora vogliamo salutarla e ringraziarla per quello che ha sempre fatto per noi, per il suo sostegno, per averci dimostrato che la sua casa è la nostra casa, augurandole un buon lavoro in quella fortunata porzione di vigna del Signore che è l'Arcidiocesi di Campobasso. Auguriamo anche a noi, alla nostra diocesi, di poter conoscere una nuova primavera, dove il rigore dell'inverno possa sparire per sempre e dia la possibilità di rifiorire a questo giardino che è la nostra terra. Arrivederci, padre Giancarlo - Locri, 22 novembre 2007, solennità di Santa Cecilia"

Mons. Bregantini ci ha lasciato i "compiti a casa", come di consueto, tre punti cardine su cui ci ha esortati a meditare e a proseguire il nostro cammino futuro:

  • sfidate il male con il canto: la fierezza del canto dà dignità;
  • la vostra vita sia coerente con ciò che cantate (S. Agostino): la coerenza è testimonianza;
  • il coro è una scuola di unità ed ha una ricaduta positiva sul territorio, suscita interesse soprattutto
    tra i giovani: è l'unità che dà comunione.

Lo abbiamo salutato con il canto Nada te turbe, ispirato dalle parole di Santa Teresa, che abbiamo inteso come un reciproco augurio a non farci spaventare dai cambiamenti, che a volte portano angoscia e timore, ma a confidare nel Signore: "nulla ti turbi, nulla ti spaventi, chi è vicino a Dio non manca di nulla. Solo Dio basta. Tutto passa, solo Dio resta".

Grazie, padre Giancarlo

 

 

Solenne cerimonia per l'indizione del Sinodo Diocesano
Gerace, 3 dicembre 2006

I Cori Parrocchiali della Diocesi di Locri-Gerace hanno animato la liturgia diretti dal M° Natale Femia.
Il Vescovo P. Giancarlo Bregantini al momento dell'aspersione
durante il Rito Penitenziale.
Isidoro ha cantato il Salmo responsoriale
In evidenza lo slogan del Sinodo "Mai senza l'altro".
Fotografie di Tonino Blefari.


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